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INDAGINI GEOFISICHE PER L'INDIVIDUAZIONE DI STRUTTURE ARCHEOLOGICHE SEPOLTE NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI BAUCINA (PA)

newsgeoLa campagna di ricerca archeologica è stata effettuata nel periodo compreso tra Febbraio e Luglio 2014, dalla società SIGEO drilling s.r.l. (Linguaglossa – CT) sotto il coordinamento del Dott. Geol. Antonino Cubito e la direzione Scientifica del Dott. Giovanni Leucci (CNR – IBAM Lecce). Le indagini sul campo sono state coordinate e realizzate dal Dott. Geol. Santi Pappalardo, coadiuvato dai Dott. Geol. Carmelo Greco e Dott.ssa Geol. Thalassia Giaccone.

Il programma di ricerca archeologica ha previsto l’esecuzione di indagini geofisiche, in particolare prospezioni geolettriche tomografiche 2D e 3D e rilievi GPR (Ground Penetrating Radar o georadar), allo scopo di ottenere il maggior numero possibile di informazioni sull’area di indagine.
Le prospezioni geofisiche consentono, infatti, una ricognizione del sottosuolo mediante la misura, effettuata dalla superficie, delle variazioni di alcune grandezze fisiche. Dalle variazioni spaziali e temporali di queste proprietà si possono ricostruire la natura, le dimensioni e la profondità delle strutture sepolte. E’ stata considerata quale grandezza fisica fondamentale per l’indagine la resistività, ovvero la capacità dei terreni di farsi attraversare più o meno facilmente da correnti elettriche indotte.

La scelta delle tipologie di metodi geofisici potenzialmente impiegabili è stata influenzata da diversi fattori, di cui si elencano di seguito i più importanti:

  • la costituzione geolitologica dei terreni nei quali risulta inserito l’elemento archeologico sepolto;
  • la morfologia e l'uso del suolo;
  • le condizioni logistiche dell’area oggetto di indagine;
  • la tipologia di superfici e strutture sepolte oggetto della ricerca (sepolture a tombe e opere murarie).

Gli obiettivi dell’esplorazione geofisica sono stati i seguenti:

  • Individuare superfici e strutture sepolte, presunte o sconosciute, nelle aree di necropoli presenti in corrispondenza di Monte Falcone e in corrispondenza della collinetta interposta tra i centri residenziali di Monte Falcone e di Monte Carrozza;
  • Indirizzare in modo mirato le operazioni di scavo archeologico e definire con maggiore accuratezza l’estensione dell’area archeologica.

Vengono di seguito riportati due allegati grafici, in cui sono state evidenziate le singole aree oggetto di indagine, ed i risultati dell’indagine stessa, in forma di sezioni e di isosuperfici di resistività, dalle quali si evince l’andamento del basamento roccioso e la presenza di presunte strutture di interesse archeologico.

[Itinerarirurali.com]

 

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